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L’uso improprio dei permessi previsti dalla legge 104 del 1992 può legittimare il licenziamento per giusta causa?
di Giovanni Reho
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, 30 gennaio 2025 n. 2157 ha confermato che quando il permesso previsto dalla legge 104 sia stato utilizzato per finalità meramente personali e diverse dall'assistenza in favore del familiare disabile è pienamente legittimo il licenziamento per giusta causa.
Nel caso di specie era stato provato che il lavoratore avesse impiegato il permesso per soddisfare esclusivamente esigenze personali di svago e, conseguentemente, la Suprema Corte ha ravvisato una grave violazione dei doveri di correttezza e buona fede, non solo verso il datore di lavoro ma anche nei confronti dell’ente assicurativo.

Quando il lavoro domestico attribuisce al coniuge il diritto agli utili dell’impresa familiare?
di Giovanni Reho
L’art. 230 bis c.c. prevede che la prestazione dell’attività di lavoro svolto in modo continuativo nell’ambito della famiglia si può tradurre in una quota, proporzionale alla quantità e qualità del lavoro prestato, di partecipazione agli utili ed incrementi dell’azienda familiare.
È necessario, tuttavia, che vi sia la prova che l’attività domestica del coniuge sia stata funzionale alla produttività ed agli scopi dell'impresa stessa e che vi sia una diretta correlazione tra l’attività domestica e l'accrescimento della produttività dell'impresa.
Superata positivamente tale prova, al partecipante all'impresa di famiglia sarà riconosciuto un diritto di credito agli utili dell’impresa, sull’incremento aziendale ovvero a seconda dei casi un diritto di natura risarcitoria.
Questo principio è stato recentemente confermato dall’ordinanza della Corte di Cassazione del 31 gennaio 2025 n. 2355.